Galleria SpazioFarini6_Lia Stein_MATERA MATERICA #2_cm 70x47_ stampa inkjet ai pigmenti_carta 100% cotone Hahnemuhle Fine Art_ed. di 10_2015

Galleria SpazioFarini6_Lia Stein_MATERA MATERICA #2_cm 70x47_ stampa inkjet ai pigmenti_carta 100% cotone Hahnemuhle Fine Art_ed. di 10_2015

Le gallerie partecipanti a WopArt 2017 si presentano. Progetti, artisti e mostre collaterali

Presentazione Galleria

La galleria di fotografia fine art SpazioFarini6 promuove i molteplici linguaggi e le diverse pratiche che caratterizzano la produzione artistica di oggi, mirando ad offrire una visione ampia e sempre aggiornata della scena della fotografia artistica contemporanea.

Progetto portato in fiera

A Wopart 2017 la galleria SpazioFarini6 presenterà i già ben affermati quattro autori della scena della fotografia contemporanea italiana, Giulio Cerocchi, Pier Paolo Fassetta, Lia Stein e Beba Stoppani che utilizzano la fotografia come mezzo artistico seppur con visioni e stili eterogenei. Artisti per cui la carta è un legame e un motivo conduttore, sia sul piano tecnico per la sua matericità, ricercatezza, e a volte tridimensionalità come anche sul piano concettuale.

Artisti presenti in fiera

Giulio Cerocchi (www.giuliocerocchi.net) nasce a Milano nel 1952 dove ha lavorato come fotografo professionista per alcuni decenni. collaborando con i mondi della fotografia commerciale, soprattutto di moda e still-life ed editoriale. Alla fine degli anni ’90 la sua ricerca creativa lo porta in Maremma, dove si stabilisce. Qui si distacca materialmente dall’ambiente fotografico milanese, e riscopre la sua antica matrice d’artista coltivando un linguaggio “ibrido” tutto suo col quale oggi si esprime, racconta, mescola i codici, turba la bidimensionalità a favore delle altre dimensioni. Giulio Cerocchi è infatti un contaminatore: fotografia, grafica, divertissement mentali, tridimensionalità, citazioni letterarie, quotidianità, immagini bianconero della memoria familiare, piccole panoramiche in argilla, ma pure lightbox e alchimie da raccontare, sempre per produrre lavori “nuovi” che producono ebbrezza visiva. Di Giulio Cerocchi a Wopart 2017 verrà presentato l’ultimo lavoro “Il silenzio della parola, il rumore della carta”, un viaggio visivo tra gli scrittori, i filosofi e i poeti, della letteratura italiana e internazionale che il fotografo ha scelto e letto nel corso della vita, e che ora ha scelto nuovamente e fotografato, rappresentando una piccola rivoluzione concettuale, e per “raccontare una sua nuova storia”. Lo scenario è essenziale, lineare, l’inquadratura minimalista, Cerocchi fotografa le coste dei suoi libri disposti su una mensola e illuminati con una luce diffusa, e con un unico fondamentale dettaglio che si ripete una sola volta per ogni opera, e cioè solo uno dei titoli, sbuca dal livello bidimensionale di due centimetri, libro vero e nell’edizione originale letta a suo tempo dall’autore, che sporge dalla fotografia proprio dove il libro realmente si troverebbe collocato sulla mensola, e quindi in proporzione con le dimensioni degli altri testi, raffigurando una sorta di realtà aumentata.

Gli autori selezionati e fotografati finora sono 24 e il progetto è composto da 18 immagini che si possono affiancare a piacimento, dando così la sensazione di essere di fronte ad una libreria. L’autore si auspica infatti che ciascun visitatore possa scegliere tra i vari quadri e dare una propria identità alle letture in base ai propri gusti e, di conseguenza, personalizzare la libreria.

Galleria SpazioFarini6_Giulio Cerocchi_Il silenzio della parola il rumore della carta_ combinazione#3_unione di 9 opere

Galleria SpazioFarini6_Giulio Cerocchi_Il silenzio della parola il rumore della carta_ combinazione#3_unione di 9 opere

Pier Paolo Fassetta (www.pierpaolofassetta.it) nasce a Venezia nel 1948 e si laurea in Architettura nel 1973. Dalla fine degli anni ’60 sviluppa la sua ricerca avvalendosi della fotografia e della videoripresa in sintonia con le tendenze più innovative presenti nel panorama artistico nazionale e internazionale. Frequenta i corsi di fotografia tenuti da I. Zannier e L.Veronesi. Una produzione la sua, aperta a molti ambiti della sperimentazione linguistica, in grado di cogliere il valore dell’opera come “presenza” cioè parte di una realtà conosciuta che, una volta elaborata e restituita, permane come tempo dell’esperienza.

E’ rappresentato dalle seguenti gallerie: Bugno Art Gallery – Venezia, Galleria Carlo Gallerati – Roma, Nineninezerozero Gallery – Lienz/Austria, Photo LTD- Torino, Galleria Spaziofarini6 – Milano. Di Pier Paolo Fassetta a Wopart 2017 verrà presentato il lavoro “Strappi di memoria”, una scomposizione dell’immagine secondo modalità misurate, ordinate, che apre a imprevedibili scenari con la perdita di riconoscibilità dei luoghi familiari, creando le condizioni per un nomadismo concettuale libero di scoprire e ricreare scenari suggeriti da labili indizi; una nuova identità dell’immagine nasce come effetto della manipolazione dei dati di partenza. Tagliare, strappare, applicare, sono gesti consueti che rimandano alla nostra infanzia ma che appartengono, anche, alla storia del fare artistico, degli antichi mestieri, sino all’avvento delle nuove tecnologie con il prevalere del virtuale sul reale che annulla, di fatto, la gestualità sapiente. Forme frantumate e attraversate da interferenze visive sanno trasmettere, oltre il tempo di uno sguardo, informazioni sulla loro natura fisica così come appaiono dopo che fattori esterni ne hanno modificato l’aspetto e l’intima costituzione. In questo senso l’immagine restituita come pura visione, sembra svelare una nuova sostanza dell’opera, immersa in scenari dove i termini di confronto sono entità variabili dominate dalla presenza del paesaggio, puro disegno dello spazio dell’esistenza.

Galleria SpazioFarini6_Pier Paolo Fassetta_Strappi di memoria #7_2017_collage copia unica -50x70cm-courtesy pier paolo fassetta

Galleria SpazioFarini6_Pier Paolo Fassetta_Strappi di memoria #7_2017_collage copia unica -50x70cm-courtesy pier paolo fassetta

Lia Stein (www.liastein.it) Fotografa milanese, professionista dal 1983, ha collaborato negli anni in maniera continuativa con le grandi case editrici Rizzoli, Mondadori ed Electa. Ha illustrato squarci di vita sul Corriere della Sera e pubblicato sue immagini e servizi fotografici di reportage, animali, moda, architettura e arte sui periodici Arte e Antiquariato, AD, Specchio, Donna Moderna, Amica, Anna, Ok Salute e altri. Ha eseguito ritratti di artisti e cataloghi d’arte per istituti museali e per privati. Oltre alla sua importante carriera nella fotografia professionale commerciale, Lia ha sempre portato avanti in parallelo anche il suo cammino artistico con un lungo e continuo lavoro di ricerca, di studio delle immagini e di perfezionamento della tecnica sia digitale che analogica, appassionandosi anche allo studio delle tecniche antiche di stampa creativa in camera oscura. Di Lia Stein a Wopart 2017 verrà presentato un ventaglio di opere tratte dai suoi ultimi tre lavori “Spazi di luce” “Matera materica” e “Geometrie cromatiche”, ricerche originali che con pochi elementi essenziali come la materia, la luce e lo spazio, sono sufficienti per creare dimensioni nuove e spesso teatrali. In “Spazi di luce” sono i particolari e l’insieme, il bianco e il nero vellutati e il vuoto e il pieno eterei che caratterizzano l’insieme. In “Matera materica”, grazie a una stampa dove la grana stessa della carta si fa porosa, rugosa, queste fotografie non si limitano a rappresentare di lontano la granulosità delle pietre, ma la assimilano, la fanno propria, così da restituircene tutta la loro ruvida essenza materica, quella strana, ghiaiosa friabilità, che rende così particolare, anzi unica, la consistenza rocciosa dei Sassi.

Galleria SpazioFarini6_Lia Stein _GEOMETRIE CROMATICHE #1_2015_stampa su carta fotografica

Galleria SpazioFarini6_Lia Stein _GEOMETRIE CROMATICHE #1_2015_stampa su carta fotografica

Beba Stoppani (bebastoppani.com) nata a Milano, vive e lavora tra Messico e Italia. Di formazione classica, laureata in Biologia, dopo il diploma in fotografia allo IED inizia la collaborazione con lo “Studio Azzurro” di Milano. In breve tempo conquista autonomia espressiva e nel 1989 apre il suo studio come fotografa di architettura, design, e pubblicità. Molte le collaborazioni con case editrici, con aziende di design e con studi internazionali di architettura per progetti in Italia e all’estero. La sua personale ricerca artistica, legata all’amore per la Natura e per la bellezza celata, la spinge a viaggiare e documentare le diverse realtà culturali. Esordisce con il progetto Sulle orme della via della seta: dal Giappone al Mediterraneo. La ricerca prosegue con le successive mostre: Verso la Patagonia, 1995, Consolato Argentino di Milano; Sumo rito e tradizione nel Giappone contemporaneo, 1997; Birmania un paese da amare, 1999, Orciano di Pesaro; / Oaxaca, tredici lune, 2010, Premio Biennale di Fotografia, Fiastra (Macerata); Riflessioni, 2012, Sacrestia di San Marco, Brera (Milano). Dal 2014 si impegna nel progetto d’arte il “Bosco di San Francesco, piattaforma internazionale per la pace ed il dialogo interculturale” invitandovi artisti, studiosi e musicisti. Tutto il 2015 è dedicato allo scambio con la Romania, con esposizioni a Bucarest, Milano Expo, Venezia e Parigi. Nel 2015/16/17 nascono i progetti “Terra Madre”, “0°a 5000mt” e “Sogno di una notte” esposti rispettivamente alla fiera MIA 2015/2016/2017

Di Beba Stoppani a Wopart 2017 verranno presentate opere tratte dai tre lavori che hanno come leit motif uno sguardo contemplativo e poetico che si dischiude all’armonia e alla bellezza della natura: “Oceano Mare”, “Lune” e “ WabiSabi” (forma nascosta del bello un delicato lavoro che coglie da vicino la fluttuante fragilità di petali ed erbe). Particolare la scelta della carta tradizionale di gelso coreana SHOji su cui molte di queste opere sono stampate (le altre sono su carta fine art) ed evocativi anche i montaggi stessi delle immagini, che presentano in alcuni casi piani leggermente sfalsati.

Beba Stoppani_Luna#1progetto TerraMadre_2014_carta tradizionale Koreana SHOJI tecnica a getto d’ inchiostro a 12 colori pigmentati_cm43x53

Beba Stoppani_Luna#1progetto TerraMadre_2014_carta tradizionale Koreana SHOJI tecnica a getto d’ inchiostro a 12 colori pigmentati_cm43x53

Sito web della galleria: http://www.spaziofarini6.com/

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