Alice Schivardi, ALICE SCHIVARDI                La mano di Edoardo, 2017, tecnica mista e ricamo su carta da lucido, 40 x 31,5 cm, courtesy the artist

Alice Schivardi, ALICE SCHIVARDI La mano di Edoardo, 2017, tecnica mista e ricamo su carta da lucido, 40 x 31,5 cm, courtesy the artist

Le gallerie partecipanti a WopArt 2017 si presentano. Progetti, artisti e mostre collaterali

Presentazione galleria

Natoli & Mascarenhas é una galleria specializzata in arte contemporanea italiana che opera da molti anni nel Principato di Monaco.

Progetto presentato in fiera

Per la Fiera WOPART, opere su carta, ha scelto 5 dei suoi artisti che hanno una predilezione per questo medium nella loro produzione: Alice SCHIVARDI, Pietro RUFFO, Leonardo PETRUCCI, Andrea FRANCOLINO, Massimo CATALANI.

In particolare, sarà dato risalto ai lavori dei primi tre autori.

Quasi tutti i lavori presentati nello stand sono stati eseguiti per la Fiera.

Alice Schivardi presenterà una serie di opere a ricamo e disegno su carta da lucido intitolate: “Tentativi di magia”, in cui racconta attraverso il più antico gesto femminile (il ricamo), la fragilità  dei legami familiari e dei rapporti interpersonali. I fili cuciti con amore rappresentano questi legami, fragili ed al contempo intrecciati su figure disegnate a matita, in un racconto delicato e profondo dell’intimo umano.

Pietro Ruffo, artista del Pastificio Cerere a Roma, ha realizzato una serie di nuove Migrazioni e un grande mappamondo. Ruffo è conosciuto internazionalmente ed è presente in importanti collezioni museali. Le sue opere parlano da sempre dei flussi migratori e dell’identità culturale. Disegnando popoli, animali e piante su antiche carte geografiche, l’artista racconta la storia dell’uomo e del suo patrimonio nel cammino senza sosta attraverso i confini del mondo. Uccelli ritagliati e fissati con chiodi in rilievo, attraversano queste storie seguendo i loro schemi migratori e dando alle opere un effetto di straordinaria tridimensionalità.

Pietro Ruffo, DE HORTUS, 2017, acquarello e ritagli di carta su tavola, 200 cm diametro, Courtesy the artist

Pietro Ruffo, DE HORTUS, 2017, acquarello e ritagli di carta su tavola, 200 cm diametro, Courtesy the artist

Leonardo Petrucci, artista del Pastificio Cerere a Roma, porta avanti dal 2013 una ricerca sul concetto di simmetria e di geometria sacra, partendo da un forte interesse per l’Alchimia, sul quale ha lavorato in molteplici modalità, una di queste è sicuramente la tecnica degli origami modulari in carta.

Partendo da un semplice foglio di carta, preferibilmente nero, realizza sempre le stesse pieghe, che vanno a comporre un singolo modulo, che sarà il tassello di una serie di altri pezzi che si incastreranno tra loro secondo un preciso rapporto di simmetria.

Leonardo Petrucci, Melencolia #2 2013 - 24x54x24 cm - origami modulari in carta nera e mdf dipinto

Leonardo Petrucci, Melencolia #2 2013 – 24x54x24 cm – origami modulari in carta nera e mdf dipinto

Tra le opere esposte “Melencolia” è una riflessione sul concetto di simmetria e invisibilità.

Si presenta come una colonna sospesa di solidi geometrici. Agli estremi ci sono due Tetraedri, associati all’elemento Fuoco, poi due Ottaedri, elemento Aria e infine al centro c’è un Icosaedro che simboleggia l’elemento Acqua. Tutta la struttura evoca quindi un movimento ascensionale e discensionale dei tre elementi fondamentali per l’operato alchemico.

Il colore nero che ricopre tutto il lavoro è strettamente collegato alla parola “melencolia”, che dà il titolo all’opera, il cui significato deriva dal greco mélas-cholé (bile nera). La melanconia era uno dei quattro Umori Ippocratici, governato dal pianeta Saturno, dal piombo e dal colore nero.

La sospensione della colonna di solidi geometrici richiama inoltre la posizione della Cometa Saturnina, presente anche nella celebre incisione di Durer, “Melencolia I”. Si pensa che l’essere umano alla visione di una cometa diretta verso l’orizzonte e la coda verso l’alto, sia pervaso da un senso assoluto di malinconia, come se si fermasse a riflettere sulla fugace durata della propria vita.

Tra i disegni esposti invece e tutti dedicati alle più antiche forme di vita del pianeta, vi sarà: “Otavia Antiqa”.

L’opera riflette sul concetto di primordialità degli elementi presenti sulla Terra. In questo caso il disegno rappresenta l’animale fossile più antico mai scoperto, una spugna antica 760 milioni di anni e trovata in Namibia.

Sovrapposta al disegno c’è una stampa su plexiglass con delle linee e curve nere, le quali vanno a formare l’antico simbolo della Vesica Piscis, o anche detto primo giorno della Genesi, i due cerchi che si intersecano e creano la mandorla divina sono considerati simbolo di primordialità e vanno quindi a fondere due realtà, quella biologica della spugna e quella simbolica della geometria.

Sito web della galleria: https://www.natolimascarenhas.com/

Leonardo Petrucci, Melencolia #2 2013 - 24x54x24 cm - origami modulari in carta nera e mdf dipinto

Leonardo Petrucci, Melencolia #2 2013 – 24x54x24 cm – origami modulari in carta nera e mdf dipinto

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