Wang Tong shangyu zhejiang 2011.12, Forging cities series Fotografia in bianco e nero 50 x 70 cm Edizione di 15 Courtesy l’Artista e [dip] contemporary art, Lugano

Wang Tong
shangyu zhejiang 2011.12, Forging cities series
Fotografia in bianco e nero
50 x 70 cm
Edizione di 15
Courtesy l’Artista e [dip] contemporary art, Lugano

Le gallerie partecipanti a WopArt 2017 si presentano. Progetti, artisti e mostre collaterali

Presentazione galleria

[dip] è una nuova galleria d’arte contemporanea situata a Lugano, inaugurata nell’ottobre 2016 che propone un ricco programma espositivo dedicato ad artisti contemporanei internazionali affermati. La sua attività si declina nella promozione di iniziative e progetti che esplorano dinamiche globali, mirando a promuovere un dialogo che – partendo dall’arte contemporanea – metta in continua discussione alcuni tra i temi più rilevanti della contemporaneità, partendo dal lavoro e dalle riflessioni di artisti e favorendo il confronto tra arte e società, identità, scienza e cultura. Il suo approccio interdisciplinare, che investe criticamente vari campi, include collaborazioni con università, istituzioni e organizzazioni per stimolare una maggiore conoscenza e consapevolezza dell’arte e coinvolgere un pubblico più vasto, costruendo in tal modo un ponte tra arte e società. Per la varietà del suo programma espositivo, [dip] si pone sia come spazio d’incontro con artisti riconosciuti sia come spazio per la scoperta di nuovi.

Paolo Canevari Black Tears, 2017 Inchiostro su carta 28 x 20 cm Edizione di 1/1 Courtesy l’Artista e [dip] contemporary art, Lugano

Paolo Canevari
Black Tears, 2017
Inchiostro su carta
28 x 20 cm
Edizione di 1/1
Courtesy l’Artista e [dip] contemporary art, Lugano

Progetto portato in fiera

A Wopart, [dip] presenta lavori molto diversi tra loro, di 4 artisti internazionali provenienti da Italia, Francia, Stati Uniti, e Cina:

Paolo Canevari
Melik Ohanian
Joseph Kosuth
Wang Tong

Una selezione di opere inedite su carta e di fotografie, per far riflettere sulla transitorietà dell’arte, eliminando il riferimento figurativo, e privilegiando il discorso narrativo nella sua natura ed essenza. Per guardare allo scorrere del tempo attraverso la rappresentazione della materia che lo definisce, e guardando al paesaggio quale metafora delle incessanti metamorfosi di una società protesa verso una modernità di volta in volta da ridefinire. Inoltre, per l’occasione, [dip] e la Galleria Art Bärtschi & Cie presentano in collaborazione un lavoro su carta di Andrea Mastrovito.

Wang Tong Shangcai county, Henan province 03.1996, Mao on the Wall series Fotografia dipinta a mano 60 x 43,3 cm Edizione di 30 Courtesy l’Artista e [dip] contemporary art, Lugano

Wang Tong
Shangcai county, Henan province 03.1996,
Mao on the Wall series
Fotografia dipinta a mano
60 x 43,3 cm
Edizione di 30
Courtesy l’Artista e [dip] contemporary art, Lugano

Descrizione di uno o più opere presentate in fiera

Paolo Canevari

Il lavoro di Paolo Canevari affonda le sue radici nella riflessione sulla transitorietà dell’arte e nel significato della scultura in relazione al contesto sociale contemporaneo. Interrogandosi sul valore e sull’origine degli aspetti più intimi della memoria, l’artista sviluppa un linguaggio personale dove simboli, cultura pop, coscienza storica e politica si sovrappongono in una rivisitazione del quotidiano. Fin dai suoi esordi, tra i molti media utilizzati, l’artista adotta come materiali d’elezione anche la carta e il colore nero, i più semplici e primitivi mezzi con i quali ogni artista ha dovuto confrontarsi. A partire dal disegno, primo e originario emergere dell’idea di segno nel tratto nero, carta e inchiostro intrecciano nelle opere dell’artista una dialettica tra ricordo e oblio, stabilità e impermanenza. “Amo il disegno perché è qualcosa di molto fragile ed effimero, amo la sua natura intima poetica, nei disegni delle “Black Tears” ho voluto eliminare qualsiasi riferimento figurativo, portando ad una essenza radicale l’idea del disegno come principio dell’opera d’arte“. Restituire il senso della fragilità, della deperibilità e della finitezza è da sempre una delle prerogative di Paolo Canevari.

Nei suoi ultimi lavori il segno scompare: l’immagine svanisce per lasciare spazio all’immaginazione dell’artista e del fruitore, dove l’elemento carta può farsi narrativo nella sua natura ed essenza. Le opere inedite, carte e libri, presentate in esclusiva in occasione di Wopart nascono da una lenta riflessione che si risolve poi nell’immediatezza e nella velocità di esecuzione, mantenendo un rapporto di profonda intimità con l’artista e il suo vocabolario simbolico. Con rigoroso impianto concettuale “Black Tears” riflette un’attualità sfuggente, irreale, illeggibile, che concede solo frammenti di apparizione, gocce di nozioni.

Paolo Canevari Black Tears, 2015 Inchiostro su carta 34,5 x 24,5 cm Edizione 1/1 Courtesy l’Artista e [dip] contemporary art, Lugano

Paolo Canevari
Black Tears, 2015
Inchiostro su carta
34,5 x 24,5 cm
Edizione 1/1
Courtesy l’Artista e [dip] contemporary art, Lugano

Biografia

Paolo Canevari vive e lavora tra Roma e New York. Nato a Roma nel 1963 da una famiglia di pittori e scultori, è uno degli artisti della sua generazione piu’ riconosciuti a livello internazionale. Noto per l’utilizzo di differenti materiali e media, dalla scultura all’istallazione, dal disegno al video, nel 2007 ha partecipato alla 52a Biennale di Venezia curata da Robert Storr. Nel 2010 il Centro per l’Arte Contemporanea Pecci a Prato accoglie una sua mostra retrospettiva curata da Germano Celant. I suoi lavori sono stati esposti e sono presenti in collezioni private e pubbliche tra cui: Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato; Museum of Modern Art MoMA, New York; Foundation Louis Vuitton pour la Creation, Paris; Cisneros Fontanals Art Foundation, Miami; Macro, Museo d’arte Contemporanea Roma; MART Museo d’Arte Contemporanea di Trento e Rovereto; Johannesburg Art Gallery, Johannesburg; Istituto Nazionale per la Grafica Calcografia Nazionale, Roma; GNAM Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma; Perna Foundation, Capri, Olnick Spanu Art Program Garrison NY.

Melik Ohanian

La dimensione spaziale e quella temporale possono essere identificate quali nodi centrali di tutta la sua poetica. I lavori portati in fiera appartengono alla serie Portrait of Duration, in cui l’artista riflette in particolare sul concetto di tempo – inseparabile da quello di spazio- che in questo lavoro diventa il vero e proprio contesto. Invitando il pubblico a esperire il tempo attraverso il suo scorrere e quindi la sua misurazione, Ohanian propone uno scenario cosmico sospeso tra poesia e scienza, dove i due estremi dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande interagiscono su scale diverse. La fotografia, un pezzo unico di grandi dimensioni, appartiene alla serie “Portrait of Duration – Cesium Series” – e mostra un istante nel passaggio dallo stato solido a quello liquido del Cesio 133, elemento il cui decadimento radioattivo è stato usato a partire dal 1967 per stabilire la durata del secondo universale negli orologi atomici. Registrando il suo processo di trasformazione, questa fotografia rappresenta il tempo attraverso la materia, e restituisce in modo speculare lo stato della materia a un certo tempo T.

Melik Ohanian investiga così l’osservazione e la rappresentazione della misura del tempo, e in particolare della sua unità di riferimento: il secondo. Sebbene il tempo rimanga un concetto relativo e astratto, le immagini di questa serie, ne costituiscono “un ritratto attraverso la rappresentazione della materia che lo definisce” in una sorta di “tautologia fotografica”, come l’ha definita l’artista. Invece che semplicemente indicare o misurare il tempo, ce lo mostrano. È “una ricerca di uno stato di consapevolezza”: un’oscillazione tra scenari cosmici e mentali, che richiamano i paesaggi surrealisti di Max Ernst.

Melik Ohanian Portrait of Duration - Cesium Serie II (T1343), 2016 Fotografia su alluminio dibond 173 x 150 x 5 cm Edizione 1/1 + 1 AP Courtesy l’Artista e [dip] contemporary art, Lugano

Melik Ohanian
Portrait of Duration – Cesium Serie II (T1343), 2016
Fotografia su alluminio dibond
173 x 150 x 5 cm
Edizione 1/1 + 1 AP
Courtesy l’Artista e [dip] contemporary art, Lugano

Biografia

Melik Ohanian vive tra Parigi e New York.
Nato in Francia nel 1969, la sua ricerca indaga l’immagine, al di là dei suoi normali confini, investendone la dimensione temporale e spaziale, e il suo potere allegorico. Lavorando con diversi media tra cui fotografia, video e installazione, la sua opera si inscrive in territori fisici e concettuali che si focalizzano sulla nozione di tempo. Ohanian fa parte della generazione di artisti cresciuti in concomitanza con l’inizio dell’attività espositiva del Palais de Tokyo, dove nel 2002 ha esposto il suo progetto Island of an Island in occasione dell’inaugurazione del museo. Il suo lavoro è stato presentato in numerosi musei, esposizioni internazionali e biennali. Ha rappresentato l’Armenia (paese d’origine della sua famiglia) alla 56. Biennale di Venezia nel 2015, insieme a quindici altri artisti della diaspora armena. Il padiglione è stato premiato con il Leone d’Oro per la migliore partecipazione nazionale. Ha esposto, tra gli altri, presso: Utah Museum of Contemporary Art, Salt Lake City, USA (2013); Mumbai Art Room, India (2012); Musée National Picasso, Vallauris, Francia (2012); 10a Biennale di Sharjah, Emirati Arabi (2011); Matucana 100, Santiago, Cile (2008); Le Plateau/FRAC Ile-de- France, Parigi, Francia (2008), e CCA Kitakyushu, Giappone (2007).

Joseph Kosuth

Pioniere dell’arte concettuale ed installativa, Kosuth fin dagli anni ’60 si dedica a opere basate su linguaggio e strategia d’appropriazione. Joseph Kosuth, lunga una carriera di oltre 50 anni, ha esplorato – e continua ad indagare- in modo approfondito la produzione e il ruolo del linguaggio e del suo significato all’interno dell’arte. Mettendo in discussione le definizioni e i procedimenti convenzionali dell’arte, l’artista ha infatti focalizzato la propria ricerca sul linguaggio, con un complesso approccio nel quale interagiscono filosofia, antropologia, psicanalisi e critica d’arte. Mirando a rivelare visivamente la complessità dei codici culturali, ha lavorato essenzialmente su espedienti linguistici, come la citazione, la tautologia, la traduzione, la ripetizione, la contraddizione e la negazione e ha introdotto l’uso del neon come supporto artistico fin dagli anni ‘60. La sua ricerca è continua, e tuttora in evoluzione. A Wopart, sarà presentato un lavoro inedito su carta, presentato in esclusiva.

Biografia

Joseph Kosuth vive e lavora tra Londra e New York. Nato a Toledo nel 1945, studia presso Cleveland Institute of Art e School of Visual Arts di New York. E’ uno dei pionieri dell’arte concettuale e installativa e, dagli anni ’60, si dedica a opere basate su questi linguaggi e a strategia d’appropriazione. Il suo lavoro ha esplorato – e continua ad indagare-
in modo approfondito la produzione e il ruolo del linguaggio e del suo significato all’interno dell’arte. Nel corso di una carriera di oltre cinquant’anni hanno preso forma numerosissime installazioni, mostre museali, commissioni pubbliche e pubblicazioni in tutta Europa, in America e in Asia, tra cui sette Documenta e dieci Biennale di Venezia.

Wang Tong

La ricerca artistica di Wang Tong esplora il linguaggio fotografico con dovizia filologica, ampliando le possibilità di un genere che per l’artista funge da meta-linguaggio atto a investigare i legami tra micro e macro cosmo, la dimensione reale e ideale, l’ambito storico e quello quotidiano. In veste di autore di immagini frutto dell’attento studio del passato quanto della realtà contemporanea, Wang Tong dedica il suo ethos artistico a documentare i cambiamenti repentini che hanno sconvolto la Cina, ponendo l’attenzione sulle continue ri-negoziazioni socio-culturali che hanno plasmato l’identità cinese su scala pubblica e privata. Per questo motivo, il lavoro di Wang Tong è un prisma attraverso cui intravedere le numerose sfacettature della storia cinese in relazione anche alla vita privata dell’artista. Nell’operato di Wang Tong ogni singola fotografia riflette un momento specifico nella sua topografia umana e geografica.

A Wopart, sarà presente una selezione di lavori fotografici su speciale carta giapponese. Alcune immagini che ci permettono di guardare al paesaggio, specialmente quello urbano, non solamente quale metafora delle incessanti metamorfosi della società cinese, ma anche della condizione cinese stessa, e altre, testimonianza della Rivoluzione Culturale, periodo più funesto della storia cinese, ma anche dimostrazione del continuo fluire del tempo in un paese proteso verso una modernità di volta in volta da ridefinire.

Wang Tong changsha hunan 2013.05, Forging cities series Fotografia in bianco e nero 50 x 70 cm Edizione di 15 Courtesy l’Artista e [dip] contemporary art, Lugano

Wang Tong
changsha hunan 2013.05, Forging cities series
Fotografia in bianco e nero
50 x 70 cm
Edizione di 15
Courtesy l’Artista e [dip] contemporary art, Lugano

Biografia

Wang Tong vive e lavora a Pechino.
Nato nel 1967 nella Provincia di Jilin, Cina, è attivo nell’ambito della fotografia cinese sin dagli anni Novanta del secolo scorso, quando crea alcuni dei lavori di maggiore interesse e forza della storia della fotografia contemporanea in Cina. Per il suo approccio accurato e dettagliato sia in termini concettuali sia tecnici Wang Tong è un fotografo apprezzato ed esibito tanto in Cina quanto nel resto del mondo; i suoi lavori sono presenti in importanti collezioni asiatiche e non solo. Tra le istituzioni presso cui Wang Tong ha presentato il suo lavoro si ricordano: Galleria Carla Sozzani, 10 Corso Como, Milano (2005); Beijing Tokyo Art Projects, Pechino e Tokyo (2006); Fotografie Noorderlicht, Groningen (2008); Biennale di Video e Fotografia di Alessandria, Alessandria (2011); Ofoto Gallery, Shanghai (2012); Stavanger Museum, Stavanger, Norvegia (2014); Format International Photography Festival, Derby, Inghilterra (2015) per citarne alcune.

Mostre e progetti in contemporanea durante la fiera di WopArt nella propria galleria

Joseph Kosuth
NOTATIONS FOR THINKING
a selection
Opening 13.09.2017
Mostra: 14.09.2017 – 5.01.2018

[dip] contemporary art è lieta di presentare una personale di Joseph Kosuth (1945, USA). Pioniere dell’arte concettuale ed installativa, Kosuth fin dagli anni ’60 si dedica a opere basate su linguaggio e strategia d’appropriazione. NOTATIONS FOR THINKING a selection è la prima personale di Joseph Kosuth in Canton Ticino,
Svizzera. La mostra inaugura il giorno 13 settembre, dalle ore 18.00 alle 20.30, alla presenza dell’artista.

In mostra ci saranno un nuovo lavoro, realizzato e presentato in esclusiva a Lugano, e una selezione di opere recenti. Notations for Thinking offre uno scorcio su riflessioni avvenute nel corso di una carriera lunga più di 50 anni, durante la quale hanno preso forma numerosissime installazioni, mostre museali, commissioni pubbliche e pubblicazioni in tutta Europa, in America ed in Asia, tra cui sette Documenta e dieci Biennali di Venezia. Il suo lavoro è collezionato dai più importanti musei in tutto il mondo.

Sito web della galleria: http://dipcontemporaryart.com/

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