Bern: Bundesplatz mit Fontaenen

Bern: Bundesplatz mit Fontaenen

I progettisti di Palazzo Federale e dell’edificio del Parlamento, in particolare, vollero che questo emblema rispecchiasse la varietà del giovane Stato federale in tutte le sue sfaccettature. Le singole regioni del Paese dovevano riconoscersi negli elementi dell’architettura e dell’arredamento. Di conseguenza come materiali si scelsero varietà regionali di pietra e legno e a realizzare gli arredi interni si chiamarono artisti e artigiani di talento provenienti da tutta la Svizzera. Questo monumento nazionale doveva trasmettere un messaggio scelto consapevolmente. Anche le rappresentanze diplomatiche e consolari all’estero possono assumere questa funzione e contribuire a costituire l’immagine della Svizzera.

Albert Gos, Soir d’automne à Caux, attorno al 1908, olio su tela, 116 x 150,5 cm. Inv. CAC Nr. fK995.

Albert Gos, Soir d’automne à Caux, attorno al 1908, olio su tela,
116 x 150,5 cm. Inv. CAC Nr. fK995.

 

Le ambasciate e i consolati sono luoghi di ritrovo. Qui s’incontrano rappresentanti di vari ceti e professioni, persone provenienti da varie culture per approfondire la comprensione reciproca attraverso i contatti interpersonali e per realizzare obiettivi comuni. Le sedi delle ambasciate, gli edifici in cui si svolgono tali incontri assumono quindi una valenza non trascurabile. Spesso offrono un primo spunto per un colloquio, per posizionare il nostro Paese in una prospettiva in grado di completare l’idea che all’estero ci si fa della Svizzera. L’architettura, tuttavia, riesce solo di rado ad assumere questo ruolo: per varie ragioni spesso si acquistano o si prendono in affitto edifici già esistenti, è raro che queste sedi vengano costruite ex novo da architetti svizzeri. Quindi gli arredi interni assumono un’importanza ancora maggiore, in quanto consentono di mettere degli accenti estetici in grado di favorire il confronto con il patrimonio culturale svizzero.

Luigi Rossi, Arcobaleno, 1911, olio su tela, 95 x 157 cm. Inv. CAC Nr. fK2105.

Luigi Rossi, Arcobaleno, 1911, olio su tela, 95 x 157 cm. Inv. CAC Nr. fK2105.

L’allestimento artistico in una rappresentanza diplomatica o consolare diventa dunque oggetto di dialogo. Dipinti e sculture, catalizzatori di uno scambio culturale al di là dei confini politici, facilitano l’avvicinamento di persone di paesi e continenti diversi, anche se le arti visive sono più legate a contesti culturali e connessioni storiche rispetto, per esempio, alla musica. Del resto proprio questo rapporto interpersonale offre l’opportunità, partendo da un’opera d’arte in particolare, di aprire il dibattito alla produzione artistica svizzera in generale e di rimandare al contesto sociale e storico in cui è stata creata.

Shirana Shahbazi, Good Words, 2000, acrilico su tela, 307 x 407 cm. Inv. CAC Nr. fK12231.

Shirana Shahbazi, Good Words, 2000,
acrilico su tela, 307 x 407 cm.
Inv. CAC Nr. fK12231.

Le opere d’arte convincenti e inedite riescono a catturare l’attenzione e sono fonte d’ispirazione, a prescindere dall’epoca in cui sono state realizzate. Esteticamente parlando, è particolarmente soddisfacente, se gli edifici, gli arredi interni e la scelta delle opere d’arte vengono abbinati in modo ottimale. Per i conservatori della Collezione d’arte della Confederazione si tratta di un’esigenza importante. Gli inquilini, alternanti, di questi edifici ne sono consapevoli e grati, anche se la ricezione delle opere d’arte resta pur sempre subordinata a tendenze e gusti e non tutti riescono a sviluppare un’affinità personale della stessa intensità con ogni opera esposta.

Bernhard Marfurt – Ambasciatore Capo della Missione svizzera presso le Comunità europee, Bruxelles, 2005

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